Rispetto ad altre città europee, la storia di Bucarest, la capitale della Romania, è piuttosto breve, meno di 600 anni. In questi secoli, Bucarest ha attraversato molte difficoltà. Terremoti, inondazioni, incendi, guerre, assedi, tutti questi hanno gravemente danneggiato la città. Tuttavia senza queste calamità, Bucarest non avrebbe raggiunto la sua attuale complessità, la varietà di stili architettonici i tanti edifici di differenti epoche…

Bucarest all'inizio del 18° secoloLa storia della città iniziò ufficialmente nel 1459, quando Vlad Țepeș viveva in una fortezza sul bordo del fiume Dâmbovița, nella cosiddetta Fortezza di Bucarest. A quell’epoca, Bucarest non era ancora la capitale della Valacchia, era invece Târgoviște.

Nei primi anni del 16° secolo, Mircea Ciobanu, il governatore della Valacchia, costruì il Palazzo del Governatore, conosciuto oggi come Vecchia Corte Principesca. Durante questo periodo, furono costruite anche due delle più antiche chiese della città, la Chiesa di San Antonio e la Vecchia Chiesa di San Giorgio.

Il Grande Mercato - di Preziosi
Il Grande Mercato – di Preziosi

Il mercato centrale di Bucarest venne menzionato per la prima volta nel 1563 come il Grande Mercato. Era situato a nord-est dell’attuale Piazza della Unione, vicino al fiume Dâmbovița.

Nel 1595, la capitale venne occupata dalle truppe delle Impero Ottomano, da Sinan Pascià. Egli rafforzò la città e trasformò le chiese in moschee. Nello stesso anno, i turchi vennero espulsi da Bucarest da Michele il Coraggioso. Essi lasciarono la città saccheggiata ed incendiata.

Bucarest nel 17° secolo
Bucarest nel 17° secolo

Ad iniziare dal regno di Radu Șerban nel 1601, Bucarest è stata rinnovata e modernizzata fino al 1640, quando Târgoviște divenne nuovamente la capitale valacchiana. Qui iniziò un duro periodo per Bucarest, dato che la città venne prima bruciata, poi saccheggiata dai tartari ed lasciata in una terribile carestia.

Le truppe austriache che entrano a Bucarest
Le truppe austriache che entrano a Bucarest

La capitale della Valacchia tornò a Bucarest nel 1659. Sotto il regno di Grigore Ghica, Bucarest venne rinnovata e fortemente sviluppata. In questo periodo vennero costruiti la maggior parte degli alberghi di Bucarest, ma sorsero anche molte chiese e monasteri. Nel 1689, la città venne saccheggiata dagli austriaci.

Nel 18° secolo, una forte influenza orientale iniziò a pervadere Bucarest, la gerarchia della società bucarestiana iniziò a basarsi sul modello greco. Durante la guerra russo-turca, Bucarest fu occupata due volte dalle truppe russe, poi per due anni dagli austriaci.

La Rivoluzione del 1821
La Rivoluzione del 1821

Nel 1821 iniziò una rivoluzione contro la dominazione dei fanarioti, dopo la quale i turchi occuparono Bucarest per un anno. Poi Bucarest fu occupata dalla Russia, sotto il generale Pavel Kiseleff. Durante questo periodo, Bucarest fu enormemente organizzata e modernizzata. In memoria di Kiseleff, a Bucarest venne costruito la Viale di Kisselef, che esiste ancora oggi. Nel 19° secolo, le influenze occidentali equipararono le influenze orientali dell’epoca fanariota.

La Rivoluzione del 1848
La Rivoluzione del 1848

Dopo la rivoluzione del 1848, Bucarest venne nuovamente occupata dalle truppe turche. Poi nella capitale marciarono anche le truppe russe, ed iniziò un doppio controllo della città, che durò fino al 1851.

Assedi aggiuntivi di Bucarest da parte dei russi, turchi e austriaci tra il 1851 ed il 1859 posero le fondamenta di un forte sviluppo industriale e culturale. Il medico militare Oscar James Noyes degli Stati Uniti scrisse nel 1854 su Bucarest: “Non ho mai visto di mancanza i di lusso, di bellezza e di bruttezza, di orgoglio e di povertà posti in un contrasto così evidente”.

Il Parlamento Romeno nel 1862
Il Parlamento Romeno nel 1862

Nel 1859 ebbe luogo l’unione dei principati romeni Valacchia e Moldavia sotto Alexandru Ioan Cuza. Nel 1861, Bucarest venne dichiarata capitale dei Principati Romeni Uniti e un anno dopo, aprì qui il primo parlamento del paese.

L'ingresso di Carlo I a Bucarest, 1866
L’ingresso di Carlo I a Bucarest, 1866

Tra il 1881 ed il 1914, Carlo I di Hohenzollern-Sigmaringen fu re di Romania. Durante questo periodo, Bucarest visse uno sviluppo spettacolare e si avvicinò sempre di più alle città dell’Europa occidentale. A causa dell’architettura e del lusso simile a Parigi, Bucarest ricevette anche il soprannome di Piccola Parigi.

Bucarest nel periodo tra le guerre
Bucarest nel periodo tra le guerre

La più grande ed anche l’ultima fioritura amministrativa e culturale di Bucarest avvenne durante il periodo tra le due guerre. In questo periodo, venne costruito molto in stili diversi, specialmente nel centro, mentre le periferie rimasero in condizioni rurali. Per la prima volta comparvero mezzi moderni di trasporto, teatri, cinema, biblioteche, hotel moderni e ristoranti di lusso. Inoltre, ebbero luogo molti progetti di sistematizzazione urbana.

Nel 1940, Bucarest venne colpita da un terremoto di magnitudo di 7.4 gradi sulla scala Richter e nel 1944, la città subì una serie di bombardamenti da parte degli alleati.

Casa della Scintilla (1957)
Casa della Scintilla (1957)

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, in Romania venne installato un regime comunista sul modello dell’Unione Sovietica. In primo luogo, fino al 1965 (durante il governo di Gheorghe Gheorghiu-Dej), la situazione della città non è stata seriamente compromessa. Da un punto di vista architettonico, si è cercato questo tempo ad armonizzare l’architettura moderna con i vecchi edifici, in modo da demolizioni erano relativamente rari.

La Chiesa Bianca dei Mercanti di Stoffe durante la demolizione
La Chiesa Bianca dei Mercanti di Stoffe durante la demolizione

Il decadimento totale di Bucarest ebbe luogo durante il governo di Nicolae Ceaușescu come dittatore della Romania. Dopo il terremoto del 1977, che danneggiò pesantemente molti edifici della capitale, cominciò la realizzazione di progetti megalomani, che richiesero la demolizione di interi quartieri, sia alla periferia che al centro della città. Durante questo periodo, molti edifici religiosi sono state fatte saltare, tra cui il Monastero Văcăresti (il più grande monastero nell’Europa sudorientale), il Monastero Mihai Vodă e la maggior parte delle sinagoghe della città. Altre chiese erano nascoste tra i nuovi edifici prefabbricati.

Anche dopo il crollo del comunismo nel 1989, il declino di Bucarest non si è arrestato. Molti monumenti storici sono a rischio di crollo. Nel 2012, la Città Vecchia di Bucarest è stata aperta come zona pedonale, in questa occasione iniziò una serie di restauri di antichi edifici, che sta continuando ancora oggi.